Samsung, smartwatch con mega-display

ROMA – Un dispositivo indossabile con uno schermo curvo più grande della media, tanto da coprire una parte del polso. E’ il nuovo brevetto che ha presentato Samsung e porta il generico nome ‘Wearable Electronic Device’. Dalle immagini si vede un display curvo e grande, che si estende oltre la larghezza del cinturino, probabilmente per visualizzare meglio notifiche e messaggi. Come per tutti i brevetti non è chiaro se e quando il dispositivo verrà presentato, potrebbe anche essere un progetto sperimentale dell’azienda. Secondo indiscrezioni dei siti specializzati di tecnologia, Samsung starebbe lavorando anche ad uno smartphone pieghevole che dovrebbe essere lanciato nel 2019. Ci stanno lavorando anche Apple e Samsung.
   

Consip: ‘Renzi sentito in Procura come testimone’

Dopo il confronto tra il ministro Luca Lotti e l’ex ad di Consip Luigi Marroni, l’ex premier Matteo Renzi è stato sentito dai pm di Roma come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti. Lo scrivono oggi Il Corriere della Sera, Repubblica e il Fatto Quotidiano.

Al centro dell’audizione, tenuta dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, dal sostituto Mario Palazzi, e dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, ricostruiscono i quotidiani, la fuga di notizie che ha permesso agli indagati di sapere dell’inchiesta. Durante il faccia a faccia tra Marroni e Lotti, infatti, il manager aveva ribadito la sua versione: a informarlo che esisteva un’indagine sulla centrale acquisti era stato, tra gli altri, Luca Lotti, ma questi, a sua volta, è tornato a smentire di essere stato informato delle indagini. Renzi, la scorsa estate, era stato sentito dagli avvocati difensori di Lotti nel corso di indagini difensive. Sarebbe, quindi, stato chiamato a ribadire la sua versione ai pm.

Fmi: Lagarde, no al protezionismo, allarme debito

”I governi devono evitare il protezionismo in tutte le sue forme. La storia ci insegna che le restrizioni all’import fanno male a tutti, soprattutto ai consumatori piu’ poveri”. Lo afferma il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, sottolineando che ”il sistema di scambi commerciali internazionali ha trasformato il mondo. Ma questo sistema di regole e responsabilita’ condivisa corre ora il pericolo di essere distrutto. Questo sarebbe imperdonabile, un fallimento collettivo”.

Lagarde lancia anche l’allarme debito: quello pubblico e privato ha raggiunto a livello globale la quota record di 164.000 miliardi di dollari. Il direttore generale del Fmi osserva come il debito pubblico nelle economie avanzate e’ a livelli non visti dalla Seconda Guerra Mondiale. ”Un debito elevato rende i governi, le aziende e le famiglie piu’ vulnerabili a una stretta delle condizioni finanziarie” mette in evidenza.

Lagarde lancia poi un monito agli Stati Uniti ed in particolare all’amministrazione Trump in merito alla guerra commerciale con la Cina, sottolineando che i dazi non sono la ”strada migliore” per affrontare gli squilibri commerciali. I dazi, sottolinea infatti, ”potrebbero aiutare ad affrontare gli squilibri globali riducendo la dinamica della spesa pubblica e aumentando le entrate fiscali”.

Il Fmi, fa sapere infine, e’ ”ottimista” sulla crescita economica mondiale e sottolinea che ”i governi dovrebbero usare l’attuale crescita per portare avanti le riforme: la finestra di opportunita’ e’ aperta, e’ necessario – dice ricorrendo a una metafora – riparare il tetto nei periodi in cui splende il sole”. Le riforme ”necessarie sono spesso spesso politicamente difficili – ammette Lagarde -, ma sono piu’ efficaci e facili da attuare quando le economie crescono”. Lagarde quindi cita Henri Matisse: ”la creativita’ richiede coraggio” dice riferendosi alle scelte che i politici si trovano davanti. ”Abbiamo bisogno di piu’ coraggio, nelle stanze dei governi, nelle aziende, e nelle nostre menti”.

Dzeko: “Ora anche il club sarà felice di avermi tenuto”

10 aprile 2018 – Milano

Edin Dzeko, un gol al Barça. Getty

Edin Dzeko, un gol al Barça. Getty

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Edin Dzeko a gennaio doveva andare al Chelsea? Beh, non è andato. E dopo tre mesi ha portato la Roma in semifinale di Champions League. Altro che sliding doors… La storia recente del bosniaco in giallorosso è davvero da film: “Ora posso giocare la semifinale Champions e sono felice di essere rimasto… E penso lo sia anche la società. E ora? Il bello può ancora venire, se ripetiamo la gara oggi possiamo giocarcela con tutti. Potevamo persino fare più di 3 gol. Non ho mai visto il Barcellona così in difficoltà. Ci credevamo tutti, anche se sapevamo che era difficile. Quando vedo che l’abbiamo fatto in questo modo splendido dico che siamo meritatamente in semifinale. Quando siamo i favoriti non ci esprimiamo al meglio? Qua a Roma si parla tanto di mentalità, ma se non ce l’hai non puoi vincere partite così. Quando siamo favoriti forse pensiamo sia tutto facile, ma si deve sempre dare il 100%”.

e ora finale — Prestazione perfetta per tutti, soprattutto per Dzeko, nell’inedito duo con Schick: “Patrick ha fatto una grande partita e avendo vicini lui e Nainggolan anche io avevo più spazio. Oggi con i 3 dietro abbiamo fatto benissimo. Sul campionato che posso dire, non siamo contenti, abbiamo perso troppi punti in casa. Ora ripartiamo dal derby che è la partita più importante della stagione”. Finale di nuovo sul discorso Champions: “La Roma dove può arrivare in Champions? Speriamo in finale, nessuno ci credeva e siamo per la prima volta in semifinale. Ci aspettano squadre fortissime ma lo era anche il Barcellona. Sono contento che posso guardare il sorteggio e vedere la mia Roma là”.


 gasport 

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La Spagna celebra la Roma “Barcellona spazzato via”

10 aprile 2018 – Milano

Da una parte il capolavoro giallorosso, dall’altra l’incubo blaugrana. Dopo la magica serata della squadra di Di Francesco, capace di conquistare la semifinale di Champions ribaltando il 4-1 subito all’andata, la stampa spagnola si arrende a quella che i quotidiani hanno battezzato “un’impresa storica”. I titoli e i commenti di tutti i giornali si dividono tra i complimenti alla Roma, dimostrando grande sportività, e le impietose critiche alla squadra di Valverde.

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L'apertura del Mundo Deportivo

L’apertura del Mundo Deportivo

barça travolto — Come logico, particolarmente severi i giudizi nei confronti di Messi e compagni soprattutto da parte della stampa catalana. “Il Barcellona si è sgretolato ed è stato travolto, calpestato”, ha scritto Sport. Che poi ha proseguito analizzando i meriti della Roma (“più intensa, più aggressiva e più lucida”) e i demeriti del Barça (“sovrastato sulle fasce e nel gioco aereo”). Secondo Sport, “Di Francesco ha sorpreso tutti puntando sulla difesa a tre e rafforzando le corsie laterali, dove i giallorossi sono stati letali. Florenzi e Kolarov hanno sempre sfondato, il resto lo ha fatto il pressing costante guidato da un De Rossi imperiale”.


debacle blaugrana — Durissimo nei confronti dei catalani il giudizio del Mundo Deportivo, che ha parlato di “debacle storica del Barça, meritatamente eliminato da una Roma capace di centrare una rimonta incredibile”. Il quotidiano catalano ha parlato di un “Barcellona irriconoscibile. Una squadra in grado di subire appena 3 gol in tutta la competizione, che si è sciolta rimediandone altrettanti in una serata da incubo”. Ma anche i complimenti ai giocatori giallorossi, su tutti Dzeko, che “ha seminato il panico nella difesa di Valverde”. Menzione speciale per De Rossi e Manolas, “gli autori delle due autoreti all’andata che si sono redenti scrivendo una delle pagine più belle della storia giallorossa”.

la caduta dell’impero — Toni invece più compiaciuti quelli utilizzati da Marca, che non ha perso occasione per sparare a zero sugli eterni rivali del Real Madrid titolando “La caduta dell’impero blaugrana. L’Olimpico è stato un inferno che ha finito per mettere le ali ai giallorossi e incenerire Messi e compagni”.

 Adriano Seu 

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Klopp: “Non è la perfezione Ma siamo lotta e carattere”

10 aprile 2018 – Milano

Jurgen Klopp festeggia. Epa

Jurgen Klopp festeggia. Epa

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Le squadre di Jurgen Klopp in coppa hanno sempre dato il loro meglio. Anche stavolta nelle sfide dirette i Reds confermano di poter battere chiunque, anche se la classifica della Premier li vede lontano dalla vetta. La continuità non è forse per Klopp, ma in 180′ può fare fuori tutti.

paura — Il tedesco ha anche avuto paura: “E’ stata dura specialmente all’inizio, con quel bel gol che non gli abbiamo servito su un piatto d’argento. Mi aspettavo qualcosa del genere, ma mi è piaciuta la reazione immediata che abbiamo avuto. Il City si è reso tutti i rischi che poteva, noi avevamo bisogno di un po’ di fortuna e disciplina difensiva. Non ero troppo felice all’intervallo, per essere onesto”.


opportunità — Il tecnico tedesco continua: “Guardiola si è preso ogni rischio e la sua decisione poteva essere quella giusta: potevano segnare due o tre gol nel primo tempo, ma era chiaro che se avessimo recuperato palla avremmo avuto un’opportunità di fare gol. L’azione finale del primo tempo ci ha mostrato come fare i contropiede e così abbiamo fatto due gol. Non è la perfezione, ma è risultato, carattere, mentalità, lotta. Non è stato il nostro match migliore, ma alla fine abbiamo meritato. All’inizio dovevamo essere più compatti, l’ho urlato ai miei come un pazzo”.

 Gasport 

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Ma quanto gode l’Olimpico! E tutta Roma è impazzita

10 aprile 2018 – ROMA

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Dice Daniele De Rossi: “Una delle notti più belle della mia carriera”. Vagli a dare torto, al capitano della Roma. Vaglielo a spiegare a tutti quelli nati dal 1984 in poi (ma anche 1983 va bene lo stesso) cosa significa per la Roma arrivare tra le prime quattro d’Europa. Sono passati 34 anni dalla prima, e finora unica, volta: tanti ovunque, una vita da queste parti. La stessa vita che passa tra la figlia di De Rossi, Gaia, 13 anni a luglio, che canticchia “La società dei magnaccioni” insieme a un giornalista di 80 anni, che dimentica a casa la professionalità e dice con gli occhi lucidi: “Non pensavo di vivere più una notte così”. Non lo pensava lui, non lo pensavano neppure i 60mila dell’Olimpico, che avevano polverizzato i biglietti in un giorno comprandoli a caro prezzo e a scatola chiusa, perché in fondo “non se sa mai”.

EDIN IS ON FIRE — E allora, proprio perché non si sa mai, tutti all’Olimpico, pure se all’andata era finita 4-1 ed eliminare il Barça sembrava un miracolo. Olimpico pieno fin da mezzora prima della partita, coreografie no, ma voce e petto in fuori sì. Fin dall’inno, anzi dagli anni: quello della Roma e quello della Champions. La Roma parte bene, trascinata da un Dzeko monumentale, che segna alla prima occasione. Sei gol in dieci partite di Champions, lui che gli ottavi, i quarti e adesso pure le semifinali non doveva neppure giocarle, perché era a un passo dal Chelsea. Ma oggi, in una delle notti più belle della storia della Roma, i tifosi ringraziano lui e ringraziano Amra, la moglie che tanto ha spinto per non andar via. Grazie Roma e grazie Amra, quindi.


FESTA E PAURA — Per sentire però l’inno finale di Venditti, quello che si mette solo quando la Roma vince, bisogna aspettare oltre un’ora. Bisogna aspettare il rigore procurato da Dzeko e segnato da De Rossi (che Edin bacia, come tutti avrebbero fatto in quel momento) e il gol di Manolas. Capitan Kostas, quello che a luglio ha detto no ai soldi (euro? dollari? rubli?) dello Zenit per restare a Roma, dove sono nate le sue figlie e dove ormai si sente di casa. Ci si sente talmente tanto che l’ha comprata e che qui dovrebbe restare a vivere a fine carriera.

LACRIME — Ci sarà tempo. Adesso è tempo di festa, di semifinali, di sorrisi, di stadio pieno per un quarto d’ora oltre il fischio finale, di baci, abbracci e lacrime. Tante, tantissime. In tribuna esultano come pezzi i piccoli Cassano (con cappello giallorosso) insieme al figlio di Totti, Francesco si emoziona e chissà cosa darebbe per essere con i suoi (ex) compagni, persino Pallotta si lascia andare e i cori di insulto con cui era stato accolto all’inizio spariscono. Non c’è spazio per la polemica, stanotte. C’è spazio solo per la festa e per l’enorme soddisfazione con cui Eusebio Di Francesco bacia in testa tutti i giocatori al fischio finale. Ha rischiato, cambiando modulo. E ha vinto. Anzi stravinto, come si lascia sfuggire un giocatore prima di entrare nello spogliatoio a far festa. Una festa che andrà avanti tutta la notte: lungo il Tevere ci sono i caroselli, le radio faranno diretta straordinaria tutta la notte. Roma non vuole dormire. Ed è giusto così.

 Chiara Zucchelli 

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Da Totti al sindaco Raggi… Gioia giallorossa sui social

10 aprile 2018 – Milano

“È per momenti come questo che è bellissimo vivere per questi colori! Daje Roma”. Francesco Totti subito dopo l’impresa all’Olimpico urla anche sui social la sua soddisfazione. E non è l’unico. Calciatori, ex, tifosi giallorossi e non. Tutti, ma proprio tutti celebrano la Roma.

Di Francesco ora ci crede “Vogliamo andare a Kiev”

10 aprile 2018 – Milano

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma. LaPresse

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma. LaPresse

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Incredibile, meravigliosa, stupefacente. L’impresa della Roma, in passato l’avevano fatta in Champions solo il Deportivo La Coruna (contro il Milan) nel 2003-2004 e l’anno scorso proprio il Barcellona contro il Psg. I blaugrana evidentemente non hanno fatto tesoro di quel precedente, ed Eusebio Di Francesco ha potuto costruire la partita perfetta: “Noi ci credevamo veramente, nello spogliatoio ho abbracciato tutti i ragazzi ma poi gli ho detto che domenica abbiamo derby. La nostra forza è guardare avanti, e ambire sempre a qualcosa di più. Perché non credere di arrivare in finale a Kiev? Non dobbiamo dire “come va, va”, sarebbe un accontentarsi, invece noi ci vogliamo andare, questo è il nostro obiettivo”.

schick perfetto — Il tecnico giallorosso analizza sia la nuova tattica che ha annientato Valverde, Messi e compagnia, sia la prestazione dei singoli, in particolar modo di Schick, alla prova del nove dopo una stagione non all’altezza delle aspettative: “Più dell’aspetto tattico, quello che ha contato stasera è stata la mentalità, la nostra aggressività, mettere i 3 attaccanti vicini ci ha consentito di ripartire più velocemente. Quello di stasera è il giusto premio al grande lavoro che abbiamo fatto in Europa. Schick? Un grande, il nuovo sistema l’ho creato proprio per aiutarlo, è stato pericolosissimo con un paio di conclusioni e a livello tattico quasi perfetto. Adesso è giusto festeggiare. Io? Festeggerò coi miei figli e la mia famiglia a casa, poi si potrà sempre festeggiare più in là qualcosa di più importante”.


 gasport 

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