Allegri: “Con l’Atletico? Abbiamo molte possibilità”

23 febbraio 2019 – TORINO

Massimiliano Allegri (51 anni). afp

Massimiliano Allegri (51 anni). afp

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C’è una bottiglia d’acqua davanti a Max Allegri, curiosa metafora della ventina di giorni davanti alla Signora: “Giocassimo mercoledì, non passeremmo il turno, e invece dobbiamo crescere nell’adrenalina un po’ alla volta. Come se questa bottiglia fosse vuota e dovessimo riempirla ogni giorno con un sorso”, ha detto il tecnico della Juve, di buonumore nonostante tutto. La viglia della trasferta di domani contro il Bologna è l’occasione per ribadire, con voce impostata e fiducia crescente, che quella del 12 marzo è “la partita”. “La sfida”. Lo snodo dei destini di una Juve ammaccata, ferita, ma non morta. Per questo Allegri, ottimista di natura, ha lanciato il suo proclama scanzonato: “Deve essere e sarà sicuramente una grandissima serata. Non so se passeremo o no, lo vedremo alle 11 del 12 marzo, magari a mezzanotte se ci saranno i supplementari. Io comunque preferisco questi momenti, altrimenti la vita sarebbe piatta: tutti tristi ad aspettare la batosta. E invece ne dai cinque, ne pigli una, ma poi ne dai altre dieci”. Così, ecco l’ammissione tra i denti: “ Abbiamo molte possibilità di farcela”.

CASCAMI — I cascami di Madrid li vedi anche nelle polemiche sparse rimaste attaccate al match. A partire dal gestaccio inopportuno di Simeone su cui Allegri non si è voluto sbilanciare troppo: “Sono cose che non sta a me giudicare, sono cose personali. Ognuno si comporta per come è”. Più argomentato, invece, il discorso a partire dalla caduta di Bonucci nell’azione del primo gol: “Leo sta facendo un ottimo campionato, per il resto ormai ci sono miliardi di mode, quello fa un gesto, quello un altro… Bisogna fare un passo indietro tutti e avere più rispetto ed educazione. Non lo dico rivolto a Bonucci, ma in generale. Perché poi certi gesti si ripercuotono sull’esterno”.


REBUS FORMAZIONE — Il primo passo nella preparazione da Champions è comunque la trasferta emiliana, contro il Bologna rinato dalle mani di Mihajlovic: “Affrontiamo una squadra che ora ha un altro piglio, quindi per noi è una partita importante perché bisogna arrivare allo scontro diretto a Napoli con il vantaggio immutato”. L’assetto è assai variabile e sarà deciso dopo l’ultimo allenamento, anche perché perfino re Cristiano non è sicuro del trono e a centrocampo ci sarebbero solo tre arruolabili: “Anzi, due e mezzo – ha rintuzzato Allegri – perché Pjanic è mezzo morto. Ora vediamo come sta, perché ieri era in mano a Cristo e speriamo che oggi ce lo rimandi indietro. Se ne ho due in qualche modo si farà. L’importante però è lo spirito, l’atteggiamento. L’unica cosa che so al momento è che domani gioca Perin, poi devo valutare Chiellini. Cristiano? L’altra sera ha fatto una delle migliori partite come prestazione singola. Tra Mandzukic, lui, Dybala, può darsi giochino tutti e tre più Bernardeschi. Dipende da come stanno gli altri giocatori…”.

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Dal nostro inviato Filippo Conticello 

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De Laurentiis punge la Juve “Con 200 milioni di debito…”

23 febbraio 2019 – Napoli

Aurelio De Laurentiis, 69 anni. Ansa

Aurelio De Laurentiis, 69 anni. Ansa

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Una spinta alla squadra con l’ambizione di vincere l’Europa League, una mano di pace tesa a Sarri dopo mesi di attacchi e una stilettata alla Juventus. È un De Laurentiis in gran forma, reduce da una settimana bianca a Dimaro (sede del ritiro). “Il Napoli non ha paura di incontrare nessuno, siamo consolidati in Europa. Ci giochiamo da nove anni, non siamo timidi e abbiamo un grande allenatore come Ancelotti. Saprà guidarci verso una meta sicura, siamo affascinati da una città come Salisburgo. Siamo stati abbastanza fortunati nel sorteggio, potremo godere di una bella città e forse di una gara più agevole di altre”, ha dichiarato a Sky sport.

OBIETTIVO BAKU — “Se il Napoli dovesse arrivare alla finale di Baku, allora sarà divertente interpretare questo grande match. Tuttavia ora è inutile fare previsioni, non vogliamo tirarcela e portarci iella da soli. Andiamo piano, gara dopo gara, c’è tanto da fare. Non trascuro il campionato, c’è sempre questa abituale sensazione di scoramento nei tifosi da stadio. Se non sono primi, non sono contenti. Noi lottiamo fino alla fine. Se uno si accascia alla prima difficoltà nella vita, sono dei falliti. Se uno non vuole esserlo, devi combattere fino alla fine. Nessuno deve sedersi nel torneo, non vince solo chi arriva primo. Vinciamo tutti se giochiamo con capacità e fervore”.


JUVE INDEBITATA — Domenica 3 marzo c’è lo scontro diretto con la Juventus, storie e filosofie societarie diverse. Stavolta il San Paolo dovrebbe riempirsi, ma De Laurentiis si pone un quesito sulla gestione degli Agnelli e più in generale del calcio italiano: “Se avessi un debito di 200 milioni con le banche per aver preso un calciatore, che senso avrebbe vincere? Pensiamo alla ricetta giusta”.

SARRI E… — Il cammino in Europa League potrebbe portare a incrociare più avanti il Chelsea: “Sarebbe divertente, se Sarri resiste… perché no? Resisterà? Gli auguro di sì. Non posso che augurargli di fare bene, ama alla follia questo lavoro. A volte questo gli fa perdere coscienza, va rispettato. Ha dato tanto al Napoli, non sempre si può condividere la sua visione di calcio ma ognuno ha i propri valori e i propri difetti. Altrimenti non saremmo umani”.

 Maurizio Nicita 

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Addio a Marella Agnelli Era la vedova di Gianni

23 febbraio 2019 – Milano

Marella e Gianni Agnelli. Ansa

Marella e Gianni Agnelli. Ansa

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All’età di 91 anni si è spenta Marella Agnelli, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli e zia di Andrea, presidente della Juventus. Marella, nata a Firenze il 4 maggio 1927, era malata da tempo e le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni. I funerali si svolgeranno in forma privata.

LA VITA — Filippo Caracciolo Principe di Castagneto, padre di Marella, era uno scrittore saggista e diplomatico, è stato Sottosegretario di Governo alla fine della seconda Guerra Mondiale e, successivamente, Segretario Generale del Consiglio d’Europa. Marella è stata designer, collezionista d’arte e si è sposata con Gianni Agnelli nel 1953 a Strasburgo. Due i figli della coppia: Edoardo e Margherita, madre di Lapo, John e Ginevra Elkann. Nel 1977 è stata premiata negli Stati Uniti con l’Oscar del disegno con il premio “Product Design Award of the Resources Council Inc.”. È stata membro dell’International Board of Trustees del Salk Institute di San Diego e dell’International Council of the Museum of Modern Art di New York, oltre a essere vicepresidente del Consiglio di Palazzo Grassi a Venezia. Nell’ottobre 2000 è stata insignita del titolo di “Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.


IL MESSAGGIO DELLA JUVE — Arriva il messaggio di condoglianze della Juventus tramite i propri canali ufficiali: “La Juventus, in questa triste giornata, è vicina a tutta la famiglia Agnelli, alla quale porge le più sentite e affettuose condoglianze”.

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 Gasport 

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Juve, Allegri detta la linea “Niente pianti, crediamoci”

23/02/2019 – Milano

Massimiliano Allegri, 51 anni, durante un allenamento della Juventus con Blaise Matuidi, Mario Mandzukic e Miralem Pjanc GETTY IMAGES

Massimiliano Allegri, 51 anni, durante un allenamento della Juventus con Blaise Matuidi, Mario Mandzukic e Miralem Pjanc GETTY IMAGES

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Il concetto è semplice e diretto: “Dobbiamo passare il turno”. Massimiliano Allegri l’ha ribadito ai suoi ragazzi dopo aver smaltito (parzialmente) l’arrabbiatura per il capitombolo del Wanda Metropolitano. Il malumore di fondo resta, però dopo lo shock del 2-0 incassato è subentrata la voglia di rivalsa e la convinzione che nulla è perduto.

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patto bianconero — Allegri ha parlato con la squadra nel primo vis-à-vis dopo il rientro a Torino ed è stato basico e molto sintetico: ha detto ai ragazzi che la gara con l’Atletico non gli è piaciuta ma che piangersi addosso non serve a nulla. Bisogna ripartire con la convinzione che il passaggio del turno non è una missione impossibile. Da questo momento in poi il diktat è “poche parole e tanti fatti”. Messaggio recepito dalla squadra, che ha lavorato a testa bassa, con grande concentrazione. Anche Ronaldo in questi giorni è rimasto in silenzio, ma agli amici ha confidato di essere fiducioso per il ritorno.


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Goggia regina nella libera Ma è caos-cronometro

23 febbraio 2019 – Milano

Sofia Goggia. getty images

Sofia Goggia. getty images

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Sofia Goggia sbaraglia la concorrenza e, dopo il rientro con medaglia ai Mondiali, conferma maturità e talento, conquistando la prima vittoria stagionale. Alle sue spalle, è il caos: a Crans Montana il cronometro dà problemi, le partenze delle atlete si alternano con lunghe attese (anche per due brutte cadute) e la classifica cambia a fine gara. Non ne risente Sofia Goggia: partita dopo una lunga attesa, con il pettorale numero 13, la velocista azzurra conferma quanto fatto vedere in prova e conquista il primo trionfo stagionale su una delle piste più ripide della Coppa del Mondo femminile. Non velocissima in partenza, Goggia domina per il resto della gara. Precisa, potente, concentrata, dimostra una maturità sempre più solida e guadagna il primo posto.

caos cronometro — Dopo quasi tre ore di interminabili controlli per l’incredibile caos del cronometraggio nella discesa di Crans Montana, la vittoria di Sofia Goggia – mai in discussione – è stata confermata con il tempo di 1.29.77. Secondo posto confermato anche per la svizzera Joana Haehlen ma in 1.30.13 e dunque con un ritardo ridotto rispetto a quello misurato precedentemente. Terza è diventata l’altra elvetica Lara Gut-Behrami che era quarta e che in 1.30.23 ha scalzato l’austriaca Nicole Schmidhofer retrocessa a sua volta in quarta posizione. Il nuovo controllo è stato fatto con complicati calcoli ricorrendo anche ai risultati del cronometraggio manuale che viene sempre comunque effettuato.


le italiane — Scivolano indietro di una posizione anche Federica Brignone e Nadia Fanchini che diventano rispettivamente ottava e nona. Prestazione soddisfacente per la prima azzurra in gara: partita con il pettorale numero 4, Brignone va veloce nel finale e recupera dopo intertempi. In crescita Nicole Delago, tredicesima a 1.29; delusione per Francesca Marsaglia, anche lei al via dopo una lunga attesa: esce dai pali non completando la gara. Male anche Curtoni, Bassino e Delago jr. tutte nelle ultimissime posizioni.

cadute — Oltre ai tempi sbaragliati, la discesa è costretta a interrompersi per due brutte cadute: la campionessa del Mondo Ilka Stuhec, al via con il pettorale numero uno finisce contro le reti per un errore sul salto, ma poi rassicura tutti rimettendosi sugli sci e tagliando il traguardo con un sorriso, a dispetto dei punti persi. Meno fortunata la francese Tiffany Gauthier, che – in lacrime – non riesce a rimettersi in piedi dopo la caduta e viene portata via in elicottero.

Federica Brignone. epa

Federica Brignone. epa

bansko — Cancellato invece il Super G maschile di Bansko. Inizialmente previsto per le 11:45, gli uomini non gareggeranno causa fitta nevicata notturna. Previsto per domani alle 9.30 il gigante.

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 Chiara Di Paola 

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Nigeria al voto per le presidenziali, esplosioni nel nordest

Esplosioni e colpi di arma da fuoco sono stati sentiti questa mattina a Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno nel nordest della Nigeria, a poche ore dall’apertura delle urne per le elezioni presidenziali.

Secondo quanto riporta il Guardian, la città è stata attaccata da sospetti militanti islamisti e centinaia di persone sono in fuga. Le urne hanno aperto alle 8:00 ora locale (la stessa ora in Italia) e chiuderanno alle 14:00. La tornata doveva svolgersi sabato scorso ma é stata rinviata di una settimana a causa di ritardi nell’allestimento dei seggi, maltempo, controversie sulle registrazioni dei candidati e sospetti di sabotaggio.

Al voto sono chiamati oltre 84 milioni di persone, a fronte di una popolazione di oltre 190 milioni. Il principale fra i 73 candidati é il 76enne presidente uscente Muhammadu Buhari che cerca un secondo mandato quadriennale. Il suo principale rivale è l’ex vice presidente, il 72enne Atiku Abubakar.
   

Gallo 23, Clippers da playoff Beli show ma Spurs battuti

23 febbraio 2019 – Milano

Danilo Gallinari, 30anni, ala dei Clippers. Ap

Danilo Gallinari, 30anni, ala dei Clippers. Ap

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TORONTO-SAN ANTONIO 120-117

La serata speciale di DeMar DeRozan si conclude nel modo peggiore possibile. L’ex Raptors, amatissimo dai tifosi canadesi, al suo ritorno a Toronto dopo la controversa trade che lo aveva portato a San Antonio in estate, viene accolto in modo commovente dal pubblico della Scotiabank Arena ma chiude un match nel quale riceve anche applausi a scena aperta con una sanguinosa palla persa a 15’’ dalla sirena che regala ai padroni di casa il canestro del sorpasso e in pratica decide il match. Gli Spurs così buttano via un successo potenzialmente pesantissimo e si devono leccare le ferite dopo aver incassato la loro quinta sconfitta nelle sei gare della loro lunga “Rodei Trip”. Eccellente la prova di Marco Belinelli il quale non solo chiude con 21 punti e sei rimbalzi, ma firma a 44’’ dalla fine la tripla che regala alla squadra ospite il prezioso +2, vanificata poi da DeRozan. La squadra canadese mette da parte i sentimenti e prova a dare una scossa al match a metà primo quarto, con un’accelerazione subito controllata però dagli Spurs che all’intervallo sono avanti di una lunghezza dopo un primo tempo decisamente divertente. Un caldissimo Siakam parte alla grande anche in apertura di ripresa e Leonard, quasi invisibile dal punto di vista offensivo nel primo tempo, lancia segnali di risveglio. Toronto prende in mano le redini del match ma ci pensa ancora il trio di panchinari Bertans-Mills-Belinelli a riaccendere l’attacco degli Spurs. San Antonio si rimette a correre nel finale del terzo periodo, torna davanti e arriva al +5 in apertura di quarta frazione. I punti del nuovo arrivato Jeremy Lin però sono una manna per i Raptors che tornano in scia per poi accelerare con un parziale di 9-0, arrivando così al +6. Belinelli e DeRozan riportano sotto gli ospiti, la tripla dell’azzurro a 44’’ dalla fine poi sembra poter indirizzare il match. Ibaka fa uno su due dalla lunetta a 24’’ dalla sirena, sul +1 Toronto così può gestire un possesso importantissimo ma DeRozan, sulla pressione del suo amico Lowry e di Leonard, incappa in un costosissimo turnover che l’ex Spurs trasforma con una schiacciata in solitudine nel +1 Raptors. La conclusone di Bertans a 2’’ dalla chiusura del match muore sul ferro e i liberi di Leonard poi chiudono i conti visto che con due decimi di secondo sul cronometro c’e’ tempo solo per una impossibile tripla di Belinelli che non va a bersaglio.


Toronto: Leonard 25 (8/19, 0/4, 9/10 tl), Siakam 22, Lowry 17, Green 17. Rimbalzi: Ibaka 15. Assist: Gasol 6, Siakam 6.

San Antonio: BELINELLI 21 (2/3, 5/12, 2/3 tl), con 6 rimbalzi, 2 assist, 3 turnover in 31’04’’. DeRozan 23 (7/12, 9/9 tl), Bertans 16, Mills 15. Rimbalzi: Gay 10. Assist: DeRozan 8.

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MEMPHIS-L.A. CLIPPERS 106-112

Vittoria importantissima per i Clippers (33-27), che possono continuare a sostare all’ottavo posto a Ovest, guidando il gruppo tutto californiano, con Lakers e Sacramento, lanciato nella corsa all’ultimo biglietto per i playoff. I losangelini mostrano 2 facce nel corso del match: la prima, quella migliore, nel 1° tempo, quando volano a sfondare il muro del +20 dando la convinzione di poter dominare e chiudere la pratica senza grossi sforzi; la seconda, invece, ben più sinistra, quando riaprono la porta ai Grizzlies (23-37) e rischiano nel finale punto a punto. A salvare la squadra di coach Rivers, però, ci ha pensato un super Danilo Gallinari: 23 punti, di cui 10 consecutivi nel 4° periodo decisivi per rispondere alla rimonta degli avversari. Il tutto in cooperazione con Montrezl Harrell, un pieno di energia e punti (30, coi quali pareggia il career high) dalla panchina. Memphis, priva del gioiellino Jaren Jackson Jr, ai box a tempo indeterminato, si affida ai suoi veterani: i 25 punti di Mike Conley, assieme ai 22 di Joakim Noah e ai 17 di Avery Bradley, però, non bastano a salvare dalla terza sconfitta consecutiva.

L’avvio è tutto dei Clippers. A cavallo tra 1° e 2° periodo gli ospiti schiacciano il piede sull’acceleratore e provano a mettere una serie ipoteca sul match: il break di 17-2, coronato dai punti di Harrell, stende il tappeto rosso al +20 (55-35). Memphis sembra incapace di reagire ai colpi dei losangelini, con il 22% dal campo e le tante palle perse che mettono i brividi a coach Bickerstaff. Le triple di Conley e CJ Miles accendono la prima scintilla dei Grizzlies, che trovano un buon mini break che mette le pezze per il 65-53 all’intervallo. Nella ripresa i padroni di casa cambiano pelle e trovano ritmo in attacco: Bradley infila 11 punti nel 3° quarto, trascinando i suoi nel parziale di 19-3 che vale il 72 pari. Il match prende i binari dell’equilibrio. Negli ultimi 12’ Gallinari sale in cattedra: 10 punti consecutivi in 4’ che regalano ossigeno ai losangelini e scrivono a tabellone il 103-98 a 2’30” dalla fine. L’ultima speranza di Memphis, che si riaffaccia sul 108-104 con 24” rimasti sull’orologio, viene resa vana dalla precisione ai liberi del Gallo e di Lou Williams, che firmano per il definitivo +6.

Memphis: Conley 25 (5/9, 2/9 da 3, 9/13 tl), Noah 22, Bradley 17. Rimbalzi: Noah 11. Assist: Conley 10

L.A. Clippers: GALLINARI 23 (4/6, 1/7 da 3, 12/12 tl, 8 rimbalzi, 1 assist, 3 palle rubate in 30’48”), Harrell 30 (11/12, 0/2 da 3, 8/10 tl), Williams 18. Rimbalzi: Beverley 9. Assist: Williams 8

 Grazioli-Sandri 

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Vieri si mette in posa sui social Ma Costanza avverte tutte…

Christian Vieri e Costanza Caracciolo sono una coppia molto affiatata. I due, da poco genitori della piccola Stella nata lo scorso novembre, sono pronti a convolare a nozze. Intanto su Instagram l’ex giocatore ha postato una foto in cui indossa degli occhiali da sole e nella didascalia ha scritto: “Il Russel Crowe italiano“. Ma Costanza Caracciolo ha voluto mandare un messaggio preciso alle spasimanti di Bobo: “Attenzione, il mio Russel Crowe“.

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Non solo Balo e Cassano “Se avessi avuto la testa…”

POCO SERIO

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Che rientro, quello di Boateng in Italia. Gol, assist e prestazioni di livello assoluto. Molto vicino a quello ammirato, per poco tempo, al Milan. Al Barcellona si é riperso. Per sua stessa ammissione, è stato poco serio. E cosa sarebbe successo se avesse messo la testa a posto? Nel dubbio, può consolarsi: è in ottima e numerosa compagnia…

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Inter-Rakitic, stretta finale E se partisse Icardi…

23 febbraio 2019 – Milano

Con la firma di Diego Godin già in cassaforte e il rinnovo prossimo di Skriniar, l’Inter la settimana entrante conta di mettere a fuoco anche la pratica-Rakitic. L’attivismo per il centrocampista croato è la prova che il mercato nerazzurro sarà di qualità. Giovedì sera, subito dopo la convincente vittoria sul Rapid Vienna, il numero uno interista, Stevan Zhang, ha fatto un breve punto con i suoi più stretti collaboratori: si è informato sui contatti con il Barcellona, autorizzando di fatto il proprio management ad entrare nel vivo della vicenda. Nonostante in Catalogna considerino il trasferimento molto difficile, sulla sponda nerazzurra si percepisce un’aria d’ottimismo. La disponibilità di Ivan Rakitic è la migliore garanzia in questa fase delicata dell’affare. I due club appaiono orientati a trovare un’intesa per una cifra intorno ai 40 milioni di euro, tuttavia vanno ancora definiti i dettagli dei pagamenti e dei bonus.

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altri affari — A centrocampo resta sempre viva anche la suggestione Luka Modric. Il Pallone d’Oro non ha ancora rinnovato con il Real Madrid, ma non ha neanche rotto: tutto è ancora possibile, nel bene e nel male. L’accelerazione su Rakitic è la dimostrazione che i vertici interisti non vogliono rischiare di aspettare e rimanere con un pugno di mosche in mano. Come si può ben comprendere gli acquisti potrebbero aumentare: tutti sono in discussione, insomma, d’ora in avanti. Sotto questo profilo è Mauro Icardi a giocare la partita principale, ma è chiaro che il posto di Maurito dovrà avere un erede all’altezza. Nel nostro campionato potrebbe esserci una candidatura rodata come Dzeko, già accostato ai nerazzurri. Il bosniaco sarebbe la chioccia ideale per Lautaro. Ma siamo alla pura teoria. Allo stesso modo il prossimo test di Europa League propone un candidato eccellente: Luka Jovic. Ha appena 21 anni ed è il capocannoniere in Germania.


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