Mattarella: ‘Debito pubblico pesante ipoteca per giovani’

“Care concittadine e cari concittadini, siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, apre il suo quarto messaggio di fine anno, in diretta tv dallo studio alla Palazzina. Il Capo dello Stato, vestito di blu, quest’anno è seduto su una poltroncina di fronte alla sua scrivania. “Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo. Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull’anno trascorso. Mi consente – aggiunge – di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell’anno da parte di tanti nostri concittadini, quasi dando in questo modo loro voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di tutti gli italiani”.

 IL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

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“Quel che ho ascoltato” dagli italiani, “esprime, soprattutto, l‘esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino”.  “Sentirsi “comunità” – aggiunge – significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme”.

“Sentirsi comunità significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese”.  “Vuol dire – sottolinea – anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore”.

 “La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità”.  “Non sono ammissibili zone franche dove – aggiunge – la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi”.

“La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza”. “Sicurezza – aggiunge – è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro”.”La sicurezza è condizione di un’esistenza serena. Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune”.

“Non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”, ha detto il presidente Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, raccontando che “qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità. Un sogno, forse una favola – ha affermato il capo dello Stato -. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti”. “In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”, ha concluso Mattarella.

“Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta. Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio. Dobbiamo aver fiducia in un cammino positivo. Ma non ci sono ricette miracolistiche”. “Soltanto il lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno. Traguardi consistenti – ha aggiunto il presidente Sergio Mattarella parlando dal Quirinale – sono stati raggiunti nel tempo. Frutto del lavoro e dell’ingegno di intere generazioni che ci hanno preceduto”.

“Ieri sera ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore. Avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità”.  “La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento”.

“Rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia. La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione”.

 “Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei. Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace”. 

“Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunità. Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita. Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l’autismo, di Verona, che ho di recente visitato”. Lo afferma Sergio Mattarella, nel suo messaggio di fine anno, mostrando un quadro realizzato in questo centro. “Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creatività e capacità di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e – conclude Mattarella – rivolgo a tutti loro l’augurio più affettuoso. A tutti voi auguri di buon anno”.

Salvini: ‘Migranti, abbiamo mostrato che volere é potere’

“Più sicurezza, più lavoro, più attenzione agli ultimi, diritto alla salute, allo studio e ad uno sport sano e civile, un’Europa diversa più attenta ai cittadini e non più schiava della finanza e delle multinazionali. Condivido le riflessioni del Presidente e le faccio mie, col lavoro che ho già fatto e quello che farò nei prossimi mesi”. E’ il commento a caldo del ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, sul discorso del presidente Mattarella

 “Sono contento – sfferma il vicepremier e ministro dell’interno, Matteo Salvini in diretta Facebook per l’ultimo dell’anno – che il Presidente Mattarella abbia cominciato il suo discorso parlando di sicurezza: abbiamo dimostrato che volere è potere, l’Italia ha riconquistato i suoi confini”. 
    “Tutto questo grazie a voi”, dice.

IL DISCORSO DI SALVINI
   

“Riavvolgiamo il film di un anno: l’anno scorso Gentiloni al governo, l’Italia piccola, indebitata, invasa. sembra passato un secolo, non solo un anno.  Ora abbiamo cominciato a cambiare le cose, a partire dalle pensioni. Ora andiamo avanti con la legittima difesa, non per essere più cattivi, ma perchè la proprietà è sacra. Sulla Fornero “hanno fatto un can can, ma come si fa a parlare di lavoro e pensioni quando solo qualche anno fa avete approvato una legge ingiusta, iniqua. Avevo promesso che avremmo cambiato la Fornero, l’abbiamo fatto. Avevo promesso di abbassare le tasse, ecco la flat tax”.

“Ringrazio ad uno ad uno i componenti di questo governo: stiamo facendo tantissimo, in appena sette mesi, senza padrini e padroni, senza tanti amici nei salotti che contano, ma rappresentando gli ultimi, restituendo orgoglio all’Italia. Non abbiamo fatto ‘renzate’, che poi si finisce a fare film per Firenze che interessano lui e la sua famiglia”.

“Fortuna che ci sono i social, perché se l’informazione fosse solo quella dei giornali, magari giornaloni che devono ubbidire al padrone di turno. E se dopo 7 mesi il governo italiano è quello in Europa con il più alto consenso o, come dice il Pd, gli italiani non capiscono nulla o vi fidate di qualcuno che senza promettere miracoli passa dalle parole ai fatti”. 

“Tra qualche mese c’è la battaglia delle battaglie, una di quelle che passano una volta ogni cento anni nella storia: a maggio con le europee possiamo portare la rivoluzione del sorriso in Europa”.

Grillo nel contromessaggio: ‘I sogni saranno la battaglia del prossimo secolo’

 “Sono ormai a livelli oltre la perfezione. Non sono più l’Elevato e non so più neanche che anno augurarvi. Io ragiono per secoli, ormai ho diviso la mia mente dal mio corpo. Il mio corpo lo potete vedere, è un sogno e i sogni saranno la battaglia che dovremo fare nel prossimo secolo”. Lo afferma Beppe Grillo nel suo contro-messaggio di fine anno in cui l’ex comico compare, in video su facebook, con il volto posizionato su un corpo, mezzo nudo, di un culturista.

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“Sono dentro questa singolarità che mi permette di non soffrire, di non avere più timori, paure, ansie”, spiega Grillo ironicamente. 

“Sono ormai a livelli oltre la perfezione. Non sono più l’Elevato e non so più neanche che anno augurarvi. Io ragiono per secoli, ormai ho diviso la mia mente dal mio corpo. Il mio corpo lo potete vedere, è un sogno e i sogni saranno la battaglia che dovremo fare nel prossimo secolo”. Lo afferma Beppe Grillo nel suo contro-messaggio di fine anno in cui l’ex comico compare, in video su facebook, con il volto posizionato su un corpo, mezzo nudo, di un culturista. “Sono dentro questa singolarità che mi permette di non soffrire, di non avere più timori, paure, ansie”, spiega Grillo ironicamente. 
   

Papa, ‘Troppi a Roma in condizioni indegne’

 “Dobbiamo fermarci a riflettere con dolore e pentimento perché, anche durante quest’anno che volge al termine, tanti uomini e donne hanno vissuto e vivono in condizioni di schiavitù, indegne di persone umane”. Così il Papa al ‘Te Deum’.

“Anche nella nostra città di Roma ci sono fratelli e sorelle che, per diversi motivi, si trovano in questo stato. Penso, in particolare, a quanti vivono senza una dimora. Sono più di diecimila”, ha ricordato Francesco sottolineando che “d’inverno la loro situazione è particolarmente dura”. “Sono tutti figli e figlie di Dio, ma diverse forme di schiavitù, a volte molto complesse, li hanno portati a vivere al limite della dignità umana”, ha detto il Papa nei Primi Vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, cui segue il canto del ‘Te Deum’ a conclusione dell’anno civile. “Anche Gesù è nato in una condizione simile, ma non per caso, o per un incidente: ha voluto nascere così, per manifestare l’amore di Dio per i piccoli e i poveri”, ha aggiunto. Alla celebrazione ha assistito anche la sindaca di Roma Virginia Raggi.
   

Dybala, oltre ai gol c’è di più Con Allegri il 10 è da lode

31 dicembre 2018 – Milano

Paulo Dybala, 75 gol da quando è alla Juventus. Getty Images

Paulo Dybala, 75 gol da quando è alla Juventus. Getty Images

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Il dibattito su come raggiungere la felicità per certi versi è simile a quelli pallonari dei bar dello sport: non trattandosi di verità scientifiche e incontrovertibili, tutti si sentono autorizzati a dire la loro. Paulo Dybala è un ragazzo fortunato, che col talento ricevuto in dono e coi sacrifici è arrivato dove voleva, ai vertici del calcio che conta. Con tutto ciò che ne consegue: soldi, popolarità, opportunità e bella vita. Un giovane uomo felice insomma. Anche dopo aver confrontato le sue statistiche di quest’anno, figlie del cambiamento che Allegri gli ha cucito addosso, con quelle della scorsa stagione.

meno 12 — Alla fine dello scorso girone d’andata, il numero 10 della Juventus aveva segnato 14 gol, di cui 10 nelle prime 6 giornate, contraddistinte da due triplette (Genoa e Sassuolo) e una doppietta al Toro nel derby. Quest’anno il fatturato è fermo a due soli gol, segnati entrambi allo Stadium contro il Bologna e il Cagliari. Paulo non segna in campionato dal 3 novembre. Eppure, se andiamo oltre le semplici statistiche, scopriamo il numero 10 in questa versione è un giocatore più importante di quello che dodici mesi fa aveva fatto scomodare paragoni scomodi e anche dannosi per il giocatore.


pilastro — In questo dicembre 2018, Dybala ha giocato dal 1’ tutte le sei partite di campionato della Juventus, il ciclo più impegnativo di questo primo spicchio di stagione. Allegri gli ha riservato il trattamento che spetta agli insostituibili: riposo con la Spal il 24 novembre e nell’ultima di Champions contro lo Young Boys. Per il resto, mai in discussione. L’anno scorso non fu proprio la stessa storia, nonostante la caterva di gol: la Joya gioca dal 1’ al San Paolo contro il Napoli, avvia l’azione del gol di Higuain. Ma poi arrivano le tre panchine consecutive per scelta tecnica: contro l’Inter, a Bologna e con la Roma, prima di tornare decisivo nell’ultima dell’anno a Verona e di farsi male la sera dell’Epifania a Cagliari.

evoluto — Il ritratto del nuovo Dybala lo ha tracciato ancora una volta Allegri dopo la vittoria sulla Samp. “Il fatto che Paulo non segni da un po’ in campionato è casuale, per noi è un giocatore fondamentale per la qualità con cui cuce il gioco e raccorda i reparti”. Un attaccante a tuttocampo, che si abbassa per prendere palla e arriva in area solo per concludere, giocando all’interno dei sedici metri solo il 6% dei palloni toccati. Il meno 12 alla voce gol segnati in campionato (ma in Champions siamo 5-0…) si spiega in buona parte con l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Era evidente fin dall’estate scorsa che, in un tridente con Mario Mandzukic e CR7, fosse proprio il numero 10 quello a doversi adattare di più. Per talento, versatilità e caratteristiche dei suoi partner. Dybala, anche se in cuor suo è convinto che gli basterebbe stare più vicino alla porta per segnare come e più di prima, si è allontanato dai portieri avversari. Ha capito, da ragazzo intelligente quale è, di doversi mettere a disposizione. Ronaldo, con cui ha un ottimo feeling anche sul piano personale, gli ha sfilato il ruolo di primo rigorista della Juventus. Sono calate anche le punizioni da calciare. E a volte ci si è messa anche un po’ di malasorte, come sabato contro la Samp. Il Dybala già partito per Miami con la fidanzata Oriana Sabatini per incontrare in Florida le rispettive famiglie è un giocatore più consapevole della sua importanza alla Juventus.

max il trasformista — L’evoluzione di Dybala parte da lontano: Allegri, fin dal suo arrivo dal Palermo nel 2015, voleva trasformarlo da prima punta a “tuttocampista”, per dirla come il tecnico. In poco più di tre anni, tanto per cambiare ha avuto ragione Max. L’uomo che ha trasformato Pjanic, talentuosa e un po’ discontinua mezzala, in un regista basso tra i migliori al mondo. Che ha sempre creduto in De Sciglio. E che ha stretto una sorta di patto di ferro con Mario Mandzukic per allungargli la carriera: lui con CR7 ha fatto il percorso inverso di Dybala, tornando a vivere in area di rigore dopo la lunga parentesi da esterno.

 Jacopo Gerna  

© riproduzione riservata

Mayweather torna sul ring Per 138 secondi e 77 milioni

31 dicembre 2018 – Milano

Un ciclone. Anzi, il tifone Floyd, quello che in 138 secondi sul ring di Saitama, in Giappone, ha mandato k.o. Tenshin Nasukawa, 20enne idolo dei tifosi del Sol Levante e campione di kickboxing e arti marziali. Floyd con l’esibizione si è messo in tasca una borsa di 77 milioni di euro.

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Floyd Mayweather, 41 anni, dopo aver mandato al tappeto Tenshin Nasukawa, 20. Afp

Floyd Mayweather, 41 anni, dopo aver mandato al tappeto Tenshin Nasukawa, 20. Afp

esibizione — Quello di Saitama, iniziato appena scoccato il 2019 (in anticipo di 8 ore rispetto all’Italia), non era un vero e proprio match ma un’esibizione simile all’ultima apparizione sul ring del 41enne ormai ex pugile, quella di 5 mesi fa contro Conor McGregor. Mayweather e Nasukawa, dopo qualche incomprensione iniziale (a novembre Floyd aveva scritto sui social di non aver mai dato l’ok al match e di essere stato ingannato durante la conferenza stampa di annuncio della sfida), sono saliti sul ring con le regole della boxe e senza giudici. La sfida non ha avuto storie: Maywather ha travolto come una furia il giovane avversario, mandandolo tre volte al tappeto prima della resa dopo poco più di 2’.


 Gasport 

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Pallone d’Oro sudamericano Vince il “Pity” Martinez

31 dicembre 2018 – Milano

Il “Pity” Martinez. El Paìs

Il “Pity” Martinez. El Paìs

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Pioggia di riconoscimenti per il River Plate, che fa incetta di premi nel tradizionale concorso di fine anno patrocinato dal quotidiano El Paìs. I “Millonarios” hanno piazzato ben 5 giocatori nell’undici ideale votato da 320 giornalisti, mentre il titolo di “Re del Sud America” è andato a Gonzalo “Pity” Martinez, autore del gol del definitivo 3-1 nella decisiva finale di coppa Libertadores vinta al Bernabeu contro il Boca Juniors. Plebiscito per Gallardo, votato miglior tecnico con l’87% dei voti.

La top-11

La top-11

I PREMIATI — Con un totale di 130 voti, Martinez succede al brasiliano Luan conquistando il 48° Pallone d’Oro del continente. Stupisce che nel futuro di Martinez non ci sia qualche top club europeo, bensì la MLS: l’esterno offensivo di 25 anni esploso nelle ultime due stagioni ha già firmato per l’Atlanta United, che ha pagherà al River Plate una cifra compresa tra i 12 e i 15 milioni di dollari. Dietro a Martinez, completano il podio l’ex Pescara Juan Fernando Quintero e il portiere “millonario” Franco Armani. Il premio al miglior tecnico è andato all’argentino Marcelo Gallardo, vincitore di 9 titoli tra cui due Libertadores negli ultimi 4 anni e mezzo. La formazione ideale del 2018, schierata con il 3-4-3, è completata da Maidana (River Plate), Geromel (Gremio), Kannemann (Gremio), Nandez (Boca Juniors), Barrios (Boca Juniors), Palacios (River Plate), Dudù (Palmeiras) e Benedetto (Boca Juniors).


 Adriano Seu 

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Nannini protagonista di Unici su Rai2

(ANSA) – ROMA, 31 DIC – “L’inarrestabile Gianna” è il titolo della puntata di Unici che andrà in onda il 2 gennaio alle 22.55 su Rai2, dedicata all’unica rockstar al femminile italiana.
    Giorgio Verdelli, autore e regista del programma, intervista Gianna Nannini, in un percorso intenso che ha un filo conduttore rappresentato dai preziosi filmati delle Teche Rai e dal personale archivio di Gianna Nannini fatto di foto esclusive e immagini dei grandi concerti: dall’ultimo tour italiano alle date in Germania, tra cui ovviamente Berlino, in cui la rocker conferma l’amore per il pubblico tedesco.
    Un ritratto musicale nel quale non mancheranno i brani più famosi: “America”, “Fotoromanza”, “Bello e impossibile”, “Ogni tanto”, “Fenomenale” e tutti gli altri che l’hanno resa celebre.
    E ancora i duetti con Carmen Consoli, Laura Pausini, Elisa, Emma, Fiorella Mannoia, che non sono solo collaborazioni artistiche, ma anche storie di vera amicizia.
   

Firenze set per la ‘Casa di carta’

(ANSA) – FIRENZE, 31 DIC – Riprese in piazza del Duomo e a piazzale Michelangelo a Firenze per la nuova stagione della serie spagnola cult ‘La casa di carta’, distribuita da Netflix, tra i maggiori successi televisivi del 2018. Le riprese a Firenze si svolgeranno in una sola giornata, venerdì 4 gennaio: la mattina in piazza del Duomo e nel pomeriggio a piazzale Michelangelo. La ‘Casa de papel’, questo il titolo originale, è stata la prima produzione spagnola a vincere l’International Emmy Award.
   

Fortitudo e Bergamo show Final Eight: tutto sulla volata

31 dicembre 2018 – Milano

La 14ª di A-2 chiude il 2018 incoronando due squadre: Fortitudo a Est, Bergamo a Ovest. I bolognesi vincono facile con Cagliari e allungano su Treviso, che dopo otto vittorie consecutive crolla al Palaverde contro l’Assigeco. I bergamaschi stravincono il big-match con Casale e raggiungono in vetta la Virtus Roma, che cede a Scafati al supplementare per una tripla dell’ex Aaron Thomas. A Est preziose vittorie casalinghe per Verona (ottava di fila) e Montegranaro. Forlì tiene il passo, ma le serve un overtime per avere la meglio su Mantova. Due invece i supplementari a Piacenza, che sanciscono la vittoria della Bakery su Ravenna. Jesi batte Cento e la raggiunge nel gruppone di sette squadre a quota 10 punti. Ferrara capitola in casa con Roseto (17-50 il parziale del secondo tempo) e mette fuori squadra Mike Hall. A Ovest sorride Latina, solitaria a due punti della vetta dopo aver sbancato Capo d’Orlando con un Fabi immenso (17 punti + 11 rimbalzi). Vittorie casalinghe per Biella, Treviglio e Agrigento; in coda Tortona, Legnano e Cassino non si muovono.

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il match — Doveva essere il big-match del girone Ovest, si è trasformato in un monologo di Bergamo, che ha rifilato 15 punti a Casale Monferrato, sfiorando quota cento e piazzando quattro giocatori in doppia cifra, e altri due poco vicino. Ciliegina sulla torta, la seconda tripla doppia stagionale per Terrence Roderick, straordinario come spesso in questi mesi: c’è ancora qualcosa da dire su di lui, che non sia stato già detto nelle giornate precedenti? La decima vittoria della squadra di coach Sandro Dell’Agnello matura nel secondo tempo, dopo una prima metà di gara sostanzialmente equilibrata: meglio Casale nel primo quarto (finito 17-24, con un buon Tinsley), peggio nel secondo, nonostante la verve di Musso (44-43 il punteggio alla pausa lunga). A fare la differenza nella seconda metà di gara è la difesa bergamasca. Quando Luigi Sergio e compagni stringono le maglie, le percentuali dei piemontesi crollano: dopo il 30-19 del terzo quarto, i ragazzi allenati da coach Mattia Ferrari non riescono più a rialzarsi. Taylor è un martello continuo in attacco, i compagni seguono i suoi ritmi e il divario si allarga a dismisura, sfondando il muro dei venti punti: al 34’ il tabellone dice 89-67 e la gara è ampiamente finita, i tentativi velleitari di Italiano nel finale riescono solo a ridurre l’entità della scoppola. Per Bergamo è un momento magico, non solo in campo: finalmente si è visto un pubblico numeroso e infiammato al PalAgnelli, e questa è un’ottima notizia per la pallacanestro italiana.


il protagonista — Ad inizio settembre, a preparazione già iniziata, Treviso lo aveva improvvisamente ceduto all’Assigeco, che era alla ricerca di un playmaker dopo l’infortunio al ginocchio occorso a Stefano Bossi. Nei giorni scorsi aveva dichiarato di trovarsi bene a Piacenza, ma che avrebbe preferito restare a giocare nel club veneto: parliamo di Gherardo Sabatini, esterno classe ‘94 che fa di rapidità d’esecuzione e imprevedibilità i suoi principali punti di forza. Evidentemente è sceso in campo al Palaverde con la volontà di dimostrare tutto il proprio valore, e magari di spingere i dirigenti della squadra trevigiana a rimpiangere la scelta estiva. Forse qualcosa di simile a ciò che è accaduto se l’era sognato, ma era davvero difficile immaginarsi una prestazione di questo livello: l’Assigeco che domina al Palaverde restando in vantaggio per gran parte della gara e chiude con il 48% da tre punti (14/29) e cinque giocatori in doppia cifra. In una prova corale davvero straordinaria, Sabatini è il protagonista indiscusso: impossibile scegliere un’azione emblematica, ma di certo la tripla dall’angolo del +6 che affossa ogni speranza trevigiana è il sigillo su una serata straordinaria, in cui ha sfiorato addirittura la quadrupla doppia. I numeri sono da top player: 19 punti in 28’, 1/4 da due, 3/6 da tre, 8/10 ai liberi, 9 rimbalzi, 10 assist, 10 falli subiti (36 di valutazione). Una gara totale, senza dubbio tra le migliori della sua carriera.

i top five — Nikola Akele (Roseto) 17 punti in 35’, 7/11 da due, 1/2 da tre, 14 rimbalzi, 3 recuperi, 4 assist (31 di valutazione). Terrence Roderick (Bergamo) 23 punti in 31’, 8/11 da due, 1/5 da tre, 12 rimbalzi, 2 recuperi, 11 assist (32 di valutazione). Henry Sims (Virtus Roma) 34 punti in 39’, 11/15 da due, 12/15 ai liberi, 7 rimbalzi, 3 stoppate, 12 falli subiti (43 di valutazione). Chris Roberts (Treviglio) 20 punti in 33’, 3/5 da due, 4/7 da tre, 9 rimbalzi, 4 assist (32 di valutazione). Kenny Lawson (Forlì) 22 punti in 37’, 8/11 da due, 1/3 da tre, 12 rimbalzi (32 di valutazione).

la volata per la coppa — Saranno le prime quattro di ciascuno dei due gironi, al termine della fase di andata, a qualificarsi per le Final Eight di Coppa Italia, in programma al PalaSavelli di Porto San Giorgio dall’1 al 3 marzo 2019. Manca ancora una giornata, ma ci sono già alcune formazioni matematicamente qualificate: a Est sono Fortitudo e Treviso, mentre per le due piazze rimanenti il discorso riguarda le prossime inseguitrici, cioè Montegranaro, Verona e Forlì. Curiosamente, tutte e tre il giorno dell’Epifania saranno impegnate in pericolosi match lontano dal proprio pubblico: gli scaligeri al PalaSavena contro Cento; la Poderosa nella lunga trasferta di Cagliari; Forlì nel bollente derby di Imola. A Ovest certa della qualificazione è la coppia di testa, composta da Bergamo e Virtus Roma. Per i due posti rimanenti può accadere di tutto: Latina è a quota 18 e le basterebbe battere l’Eurobasket per essere certa di qualificarsi. Se perde potrebbero essere guai, perché a 16 punti ci sono ben sei formazioni all’inseguimento: Casale, Eurobasket, Agrigento, Orlandina, Biella, Rieti. La situazione è completamente imprevedibile, e lo scontro diretto tra Casale e Biella rende ancora più gustoso un derby già di per sé ricco di significati ed emozioni.

risultati e classifica a-2 est — Ferrara-Roseto 59-89, Verona-Udine 77-66, Montegranaro-Imola 82-69, Jesi-Cento 92-83, Fortitudo Bo-Cagliari 80-65, Treviso-Assigeco Piacenza 88-93, Bakery Piacenza-Ravenna 89-80 d. 2 t.s., Forlì-Mantova 92-85 d. 1 t.s.
La classifica: Fortitudo Bo 26; Treviso 22; Montegranaro, Verona, Forlì 20; Udine 16; Ravenna; Imola 12; Mantova, Ferrara, Jesi, Roseto, Bakery Pc, Cento, Assigeco Pc 10; Cagliari 6.

RISULTATI E CLASSIFICA A-2 OVEST — – Bergamo-Casale M. 99-85, Eurobasket Roma-Siena 76-73, Legnano-Trapani 80-90, Biella-Cassino 92-63, Orlandina-Latina 80-85, Scafati-Virtus Roma 100-98 d. 1 t.s., Treviglio-Tortona 69-60, Agrigento-Rieti 70-66.
La classifica: Bergamo, Virtus Roma 20; Latina 18; Casale M., Eurobasket Roma, Agrigento, Orlandina, Biella, Rieti 16; Treviglio, Trapani 14; Scafati 12; Siena* 11; Tortona 8; Legnano 6; Cassino 2. *-3 punti di penalizzazione

 Alberto Mariutto 

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